Dal passo del Deuteronòmio (Dt 4,32-34.39-40) emerge un invito ardente ad amare Dio e seguire Cristo. È un testo che, con la sua luce divina, rischiara il sentiero della nostra fede.
Mosè ci invita a interrogarci sui tempi antichi, a contemplare le opere meravigliose che Dio ha compiuto sin dalla creazione dell’uomo. Le sue parole echeggiano come un richiamo a riconoscere l’unicità di Dio e la sua speciale relazione con il popolo d’Israele. È un evento senza pari nella storia dell’umanità, un segno tangibile della sua maestosa presenza tra noi. Egli paragona la liberazione dall’Egitto all’opera salvifica di Cristo, rivelando l’amore e la potenza di Dio.
Oggi, più che mai, siamo chiamati a meditare nel nostro cuore che il Signore è Dio nei cieli e sulla terra. Non c’è altro oltre Lui. Le sue leggi ei suoi comandi sono doni preziosi, un invito alla conversione e all’obbedienza a Dio. Doni che ci guidano verso la felicità e la prosperità per noi e per le generazioni future. Mosè ci ricorda che l’osservanza delle leggi divine è la via per una vita lunga e benedetta nel paese che Dio ci ha dato per sempre. La fedeltà alla legge divina è la chiave per la felicità e la prosperità del popolo.
Riflettendo su queste parole, sento che siamo come viandanti nel deserto, guidati da una colonna di fuoco che rischiara la notte oscura. La voce di Dio, che parla dal fuoco, ci invita a una fiducia incondizionata, a un abbandono totale nelle sue mani. È un fuoco che purifica, che trasforma, che rinnova. Elogiamo la grandezza delle opere di Dio compiute per Israele. E noi, come il popolo d’Israele, siamo chiamati a rispondere con fede e obbedienza. Egli paragona i miracoli dell’esodo ai segni e prodigi compiuti da Gesù, dimostrando la continuità della storia della salvezza.
La storia del popolo eletto è anche la nostra storia. Siamo testimoni delle meraviglie che Dio ha operato nella nostra vita, delle sue mani potenti che ci hanno liberato da ogni schiavitù. Vediamo in questo passo un’affermazione dell’esistenza di Dio e della sua provvidenza sul mondo. In ogni difficoltà, in ogni prova, possiamo vedere il braccio teso del Signore che ci sostiene, che ci guida verso la terra promessa. I miracoli dell’esodo sono prove razionali dell’intervento divino nella storia. Non dimentichiamo l’importanza della fede e della carità nella risposta di Israele a Dio.
Custodiamo queste parole nel nostro cuore, lasciamoci avvolgere dal fuoco della sua presenza, viviamo con gratitudine e gioia la nostra fede. Israele è chiamato a ricordare le grandi opere di Dio e a vivere in obbedienza alla sua legge come segno di gratitudine. Che possiamo sempre riconoscere la grandezza delle sue opere e la profondità del suo amore. Vediamo in questo passo un invito all’amore di Dio e alla sequela di Cristo. Osserviamo le sue leggi con cuore sincero, e vedremo fiorire la felicità e la pace nella nostra vita e in quella dei nostri cari.