«Lazzaro, vieni fuori!» Gv 11,1-45 + Ez 37,12-14
Il cammino verso Betània si carica di quella tensione drammatica che attraversa anche le pagine più buie dell’esilio biblico.
L’Ascensione di Gesù al cielo è un evento fondamentale nella fede cristiana, celebrato quaranta giorni dopo la Pasqua. Segna la conclusione della presenza fisica di Cristo tra i suoi discepoli e l’inizio della sua regalità celeste. Questa festa ricorda ai fedeli che Gesù, pur avendo lasciato la terra, rimane sempre vicino, intercedendo per noi presso il Padre. Inoltre, l’Ascensione apre la via allo Spirito Santo, promesso da Gesù come guida e conforto per la Chiesa.
Questo giorno solenne invita i cristiani a riflettere sulla presenza continua di Cristo nella loro vita. Ci ricorda anche la nostra missione di testimoni del Vangelo nel mondo. L’Ascensione ci spinge a guardare al cielo, non come fuga dalla realtà, ma come orientamento della nostra speranza e delle nostre azioni verso i valori eterni. È un momento di gioia e speranza, che rafforza la fede dei credenti nella promessa della vita eterna con Cristo. Attraverso questa celebrazione, i fedeli sono incoraggiati a vivere con maggiore impegno il loro cammino di fede, testimoniando l’amore e la misericordia di Dio nel quotidiano.
Il cammino verso Betània si carica di quella tensione drammatica che attraversa anche le pagine più buie dell’esilio biblico.
La polvere d’uomo abita la Chiesa come grembo fecondo, svelando la liturgia celeste che già si compie nell’orizzonte dell’eternità.
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